| Isabella Gagliardi |
| Docente a contratto di "Storia del Cristianesimo e delle Chiese", Università di Siena. |
E-mail: isabella.gagliardi@tiscali.it; isabella.gagliardi@unifi.it
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Pubblicazioni
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SANTITA' ED EREMITISMO NELLA TOSCANA MEDIEVALE
Atti delle giornate di studio (11-12 giugno 1999), Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti - Dipartimento di Storia- Università di Siena, Siena 2000. Edizioni Cantagalli Siena
Il seminario ha presentato insieme studi di agiografia e iconografia poiché le due discipline diverse ma affini nell'oggetto e nella metodologia della ricerca sempre più si trovano ad essere di reciproco aiuto. Anche se, nel caso specifico, non è stato possibile mettere a confronto relazioni di storia e di iconografia riguardanti lo stesso oggetto.
Il saggio di Eugenio Susi ricostruisce le vicende di san Mamiliano, preteso iniziatore della presenza eremitica nell'isola di Montecristo, attraverso le fonti agiografiche dell'Alto medioevo.
L'intervento di Michele Pellegrini ripercorre l'origine dell'esperienza religiosa degli eremiti di S. Leonardo al Lago (Siena), a partire cioé dal secolo XI fino alla metà del XIII, alla luce dei rapporti con l'episcopato senese.
Fabio Marcelli ricostruisce un corpus dell'iconografia di Guglielmo da Malavalle rivelando, attraverso la varietà dell'abito dell'eremita, le alterne posizioni dei monaci Guglielmiti nel confronto dell'adesione al nuovo Ordine degli Eremiti di sant'Agostino.
Alessandra Gianni, esaminando le vicende agiografiche e iconografiche di tre cellane: Verdiana da Castelfiorentino, Giovanna da Signa e Umiltà da Faenza, mette in luce la difficoltà da parte delle donne di vivere l'esperienza eremitica che pure era fortemente recepita dal popolo. Si ricorreva spesso da parte delle autorità ecclesiastiche ad opera di normalizzazione attraverso l'inglobamento, talvolta postumo, dell'esperienza di queste sante donne in Ordini istituzionalizzati; di tali operazioni, più o meno riuscite, esistono testimonianze agiografiche e iconografiche.
Maria Corsi analizza il ciclo di affreschi del monastero agostiniano femminile di S. Marta a Siena (fine secolo XIV- inizio XV) individuando l'esatto soggetto di ogni rappresentazione. Si tratta di scene di vita eremitica che trovano la loro fonte in testi che vanno sotto il nome complessivo di Vitae Patrum.
Elisa Catoni illustra gli affreschi in monocromo del chiostro dell'eremo di Lecceto (metà del secolo XV) con scene di vita eremitica individuando la scelta di quei temi, non scontata a metà del secolo XV, nel fatto che Lecceto era divenuta sede di una Congregazione che auspicava il ritorno all'ascetismo delle origini.
Infine Isabella Gagliardi, attraverso una serrata disamina delle fonti, ricostruisce le tendenze e la pratica eremitica dell'Ordine sostanzialmente urbano dei Gesuati. Attraverso l'esempio concreto dell'eremo di S. Maria della Sambuca documenta il progressivo abbandono dell'anima eremitica da parte dei Gesuati a partire dalla metà del secolo XV.
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